SNODO DECISIVO REGIONALI 2010: LA SANITA’

15 settembre 2009

Anche nel Lazio si apre «la grande questione morale della sanità». L’Udc ha le idee chiare.
Mentre oltreoceano Barack Obama fa propria, intendendo procedere “fino in fondo”, la riforma sanitaria, nel nostro Paese, nella sostanziale indifferenza delle forze politiche di governo quanto di opposizione, l’Unione di Centro nei suoi Stati Generali di Chianciano si è posta – utilizzando le parole di Pier Ferdinando Casini - «la grande questione morale della sanità».
Vogliamo fare del tema della sanità, verso cui ci siamo sempre impegnati e battuti, innanzi tutto in sede di conferenza programmatica ed organizzativa dell’Unione di Centro, uno snodo decisivo, in vista delle prossime elezioni regionali, per la valutazione dell’opportunità di possibili alleanze.
Per la verità più che di alleanze, discuteremo soprattutto di programmi e di persone. Chiediamo al PDL e al PD, allora, di dirci come intendano governare, tra il 2010 e il 2015, la sanità della nostra regione. Domanderemo loro se vorranno continuare ad occuparsi di più della lottizzazione partitica che dei malati.
Noi, in tema di sanità, abbiamo idee chiare - rafforzate in questi anni da un costante dialogo con gli operatori sanitari e con le associazioni degli utenti e da una quotidiana attività di denuncia, a tutti i livelli istituzionali, dei disservizi, delle carenze di personale e delle difficoltà operative (mancanza di posti letto, ambulanza e farmaci) del sistema sanitario della nostra regione - che non abbiamo difficoltà ad esprimere.
Fuori la politica dalla sanità.
Per sottrarre alla politica la gestione delle nomine e il controllo dei manager e dei primari, abbiamo proposto di istituire un albo regionale per direttori generali, dove l’accesso sia regolamentato da una serie di rigorosi requisiti che confermino la professionalità e neutralizzino ogni forma di cooptazione partitica sulla base esclusiva del possesso di una tessera politica, di qualunque colore essa sia.
Fuori l’affarismo dalla sanità.
Occorre ridurre il numero delle Asl e accorpare le aziende ospedaliere, parallelamente potenziare i presidi territoriali di prossimità, per contenere gli onerosi quanto inutili costi di management e per liberare risorse economiche che tornerebbero utili per tutti i servizi al cittadino.
Vogliamo difendere e riaffermare il diritto alla salute “come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Una grande scelta questa che la Democrazia Cristiana, nella sua azione di governo, non ha mai tradito e che noi, oggi, non vogliamo disperdere o rinunciare nell’affrontare le prossime elezioni regionali per realizzare davvero quella discontinuità politica di cui, come Unione di Centro, ci intendiamo fare portatori.

«Gli alleati? L’Udc sceglie il programma»

4 settembre 2009

Ciocchetti: «Siamo fuori dagli schieramenti, appoggeremo un moderato»
di FABIO ROSSI

Alleanze «sui programmi e sulla reale volontà di risolvere i problemi dei cittadini del Lazio». Realizzate non su base nazionale ma «a livello regionale, sulle effettive esigenze del territorio». Luciano Ciocchetti, segretario dell’Udc del Lazio, lancia la volata verso le Regionali del 2010, l’appuntamento politico più atteso, nella Capitale e non solo, dopo l’election day dello scorso anno. Proprio il partito centrista si candida a essere l’ago della bilancia nel Lazio. Tanto che Pd e Pdl, in questi mesi, stanno facendo a gara per lanciare segnali di fumo verso possibili alleanze.

Quando scioglierete le riserva? La decisione sulle alleanze sarà unica in tutta Italia o sarà discussa regione per regione?
«Decideremo le alleanze nel Lazio, a livello locale, valutando i programmi, gli uomini e l’impegno a cambiare il governo di questa regione. Decideremo dopo gli stati generali del centro e la conferenza programmatica. L’appuntamento nazionale di Chianciano, dall’11 al 13 settembre, e quello regionale che si svolgerà tra gli ultimi giorni di settembre e i primi di ottobre: lì lanceremo un grande confronto con le forze sociali, in primis sui problemi della sanità».

L’espressione “cambiare il governo di questa regione” sembra già una scelta di campo, nel senso di una condanna di Marrazzo. È così?
«È chiaro che noi abbiamo un giudizio negativo nei confronti dell’attuale maggioranza che sostiene Marrazzo, tanto è vero che stiamo all’opposizione. Ma noi non facciamo più parte di uno schieramento preordinato: ci confronteremo e appoggeremo candidati moderati, che si rifanno a una politica fatta di valori e si impegnino a dare una svolta ai grandi problemi di questa regione».

Ovvero?
«La sanità è sicuramente in testa all’agenda, poi c’è il problema dei trasporti e delle infrastrutture, recentemente riportato alla ribalta dalla tragedia al passaggio a livello di Lavinio. Quindi il lavoro e il grande tema della famiglia: visto che non c’è la giusta attenzione a livello nazionale, vogliamo che la Regione si impegni seriamente su questo fronte».

Le scelte politiche regionali ricadranno, inevitabilmente, anche sugli assetti politici delle città, a partire da Roma. Che giudizio dà l’Udc sulla giunta Alemanno?
«Tra luci e ombre. Molte idee sono positive, ma non sempre seguite dai fatti. Restano irrisolti i grandi problemi delle periferie, delle infrastrutture e soprattutto della casa, dove bisogna lavorare in sinergia tra privato e pubblico».

Poi c’è il tema della sicurezza, che ha creato qualche screzio tra il centrodestra e il mondo cattolico.
«La sicurezza è un tema molto serio: la recente aggressione ai due ragazzi gay testimonia l’esigenza di una presa di coscienza di tutti si questo tema. Che non si risolve di certo con le ronde di partito, ma con investimenti per le forze dell’ordine e la polizia municipale».

La sicurezza viene spesso associata anche al tema dell’immigrazione, altro punto caldo del dibattito politico.
«Il problema dell’immigrazione può essere affrontato seriamente soltanto distinguendo tra delinquenti e persone per bene, mentre il Governo è spinto dalla Lega a mettere tutti sullo stesso piano, con leggi ingiuste come quella sull’immigrazione clandestina. Bisogna pensare alle colf e alle badanti. Ma anche, per esempio, agli edili, dove gli stranieri rappresentano oltre il 50 per cento della forza lavoro».

LA COSTITUENTE DI CENTRO DEL LAZIO

24 luglio 2009

LA COSTITUENTE DI CENTRO DEL LAZIO

ha da mesi avviato un ampio confronto con la realtà associativa e politica del Lazio che si ispira alle idee ed alla tradizione del popolarismo europeo,

con tali iniziative si intende riaffermare la validità di una cultura e di una visione politica basate sul confronto al fine di contribuire a rinnovare l’operare politico volgendolo alla difesa del bene comune e ad alleanze scelte con riferimento ai criteri dei contenuti propositivi e non secondo aprioristiche contrapposizioni;

da mesi ha iniziato a costruire una solidarietà di classi dirigenti provenienti da diverse esperienze sociali e politiche al fine di giungere a porre insieme, con una prospettiva unitaria, quadri politici, eletti nelle istituzioni locali, rappresentanti delle associazioni di categoria, degli ordini professionali ed espressioni della società civile, in un progetto di fondazione di una forza politica moderata di centro;

RITIENE

che la validità e necessità di tale iniziativa è stata confermata dai dati dell’ultima tornata elettorale che hanno dimostrato i limiti del consenso alla prospettiva bipartitica sulla quale si sono indirizzati, i due partiti del PDL e del PD che, comunque, ne sono usciti fortemente ridimensionati;

RILEVA

che per riconsegnare alla politica una credibilità, essenziale per poter dare una forte risposta alle esigenze dei cittadini e piena dignità all’Italia, nel contesto internazionale, occorra realizzare una condizione nuova nel sistema politico che rafforzi la democrazia ponendo fine ad uno schematismo che si sta sempre più dimostrando inefficace, ricostruendo una condizione multipolare e volta a realizzare alleanze coerenti e non obbligate;

RITIENE

di dover proseguire nella positiva strategia politica volta a mantenere una posizione equidistante sia dal PD che dal PDL, finalizzata a rafforzarne l’identità di centro essenziale per la tenuta e lo sviluppo del sistema istituzionale;
 
RILEVA

che nella prospettiva delle prossime competizioni elettorali questa Costituente di Centro debba, in tempi adeguati, avviare un percorso che, in coerenza con i valori posti a base del proprio impegno consenta di definire un modello organizzativo partecipato ed un programma aperto al nuovo ed in grado di recepire le istanze della società laziale;

RILEVA

che a tal fine si debba sviluppare il rapporto con il territorio, impegnandosi ad interpretarne le realtà sociali, valorizzando e responsabilizzando la classe dirigente ed impegnandola, con nuovo slancio, nell’attività locale, dando vita ad una
Direzione politica rappresentativa delle diverse esperienze, in una comune prospettiva;

che  si debba avviare la preparazione di una Conferenza organizzativa aperta alle realtà esterne e dell’impegno sociale e cattolico, finalizzata alla elaborazione di formule organizzative nuove che coinvolgano le forze che di fatto sono già all’interno della Costituente di Centro, capaci di attivare un più ampio confronto con  la realtà dei ceti moderati, dei rappresentanti della società civile, delle associazioni, degli ordini professionali e dei sindacati di categoria;

che, in tal modo, si possa costruire un progetto di nuovo partito che consenta  di scegliere le future alleanze basandosi sui programmi e sulla discontinuità politico-programmatica;

PROPONE ED APPROVA

 l’indizione di una Conferenza programmatica che entro ottobre individui i temi prioritari, contemplando le esigenze del diritto alla salute dei cittadini e si organizzi su basi efficaci e razionali, un programma di infrastrutture che  colmi il divario di
alcune zone della Regione alle quali si impedisce di sviluppare e competere, una politica agricola che ne sollevi la condizione e valorizzi tale risorsa, una politica sociale fondata sulla sussidiarietà che sia di sostegno alla famiglia, una più equilibrata politica del territorio e dell’ambiente che interrompa il recente sviluppo romano centrico delle giunte di sinistra e di destra e  presenti progetti di valorizzazione dell’ambiente in funzione dello  sviluppo, una politica industriale che difenda ed incentivi la piccola e media industria assediata dalle crisi finanziaria e dalle politiche restrittive del credito;

un impegno volto ad avviare, sulla base di tali progetti di governo elaborati dalla Costituente,  un confronto con le altre forze politiche tendenti alla ricerca di possibili convergenze al fine di verificare la possibilità di realizzare degli accordi con le stesse, in coerenza con i valori ed i programmi posti a base della propria azione politica.

In vista delle prossime regionali si delineano le strategie dell’UDC. Parla il Segretario Regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti

17 luglio 2009

- Onorevole qual è la posizione politica dell’Udc del Lazio, soprattutto in vista delle prossime elezioni Regionali?

“La nostra posizione è quella di continuare a seguire il percorso intrapreso già da diverso tempo, vogliamo mantenere una sostanziale equidistanza sia dal PDL sia dal PD. Noi vogliamo, come già dichiarato più volte, far saltare questo sistema bipartitico che non ci piace. I risultati delle Europee, e del referendum di giugno, dimostrano che gli Italiani lo hanno già bocciato, nonostante qualcuno lo voglia imporre. Ci vorrà del tempo per rompere definitivamente questo finto bipartitismo, e tornare a parlare di intese e alleanze omogenee su programmi e strategie”

- Lei parla di alleanze, nelle regionali che ormai sono alle porte ci saranno, oppure l’UDC deciderà di correre da sola?

“E’ possibile che valuteremo l’opportunità di fare delle alleanze per le regionali, soprattutto in virtù del fatto che ci sarà il sistema del turno secco. E’ prematuro parlarne ora perché mancano le basi, ci sarà a metà settembre una conferenza programmatica regionale, organizzata dal partito del Lazio, dalla quale emergeranno una serie di punti chiave sui quali avviare un confronto con le altre realtà politiche. Voglio sottolineare che noi non abbiamo nessuna intenzione di “aggiungerci” ad altre forze politiche, il concetto è ben diverso, noi vogliamo costruire, dove sarà possibile, delle alleanze basate su programmi concreti, che devono nascere imprescindibilmente dai problemi reali della gente”

- Quali saranno i punti programmatici sui quali vi concentrerete maggiormente?

“Sicuramente ci sono dei temi che storicamente portiamo avanti sul nostro territorio, che resteranno dei punti fermi. Ci sono battaglie che continueremo a portare avanti come abbiamo sempre fatto, ad esempio la riduzione del numero delle Asl è uno dei nostri cavalli di battaglia. La riduzione delle Asl e l’accorpamento delle tre aziende ospedaliere consentirebbe di ridurre gli onerosi e inutili costi di management, liberando risorse economiche importanti da poter convertire in maggiori servizi al cittadino. Può sembrare un aspetto marginale perché poco pubblicizzato, ma la sanità pesa i ¾ del bilancio regionale. Poi c’è il discorso delle infrastrutture, nella nostra regione la crescita è ferma e le attuali sono inadeguate. Come le ferrovie regionali, i pendolari che si spostano quotidianamente, che da tutto il territorio sono costretti a raggiungere Roma, vivono un disagio incredibile. Le stazioni sono fatiscenti, i treni si trovano in condizioni pessime anche dal punto di vista igienico, ci cono continui disservizi, ritardi e cancellazioni. Il viaggio dei pendolari si trasforma quasi sempre in un viaggio della speranza, questo è inaccettabile. Senza dimenticare le politiche sociali ed economiche, le famiglie continueranno ad essere al centro di queste tematiche, come nella nostra tradizione.

- Per quanto riguarda la città di Roma invece, quali sono le strategie dell’UDC e le linee guida sulle quali vi muoverete nei prossimi mesi?

“Noi continueremo ad incalzare la maggioranza in Campidoglio sui temi che rappresentano le priorità per la nostra città, la lotta al degrado deve essere assolutamente portata avanti. Poi erano stati promessi trentamila alloggi per l’emergenza abitativa, dove sono? Il problema della casa è ancora di strettissima attualità. Tutto questo si inserisce nel discorso di modernizzazione di Roma, serve una scossa per il degrado che avanza”

- Lei parla di degrado, ampliando il discorso si parla spesso di sicurezza, l’UDC come si pone di fronte a questo problema?

“Il tema sicurezza va di moda e si cerca di strumentalizzarlo per fare campagna elettorale, in realtà non spetta agli enti locali occuparsene ma piuttosto agli organi di governo. In realtà alle parole non sono seguiti i fatti, nell’ultimo decreto sicurezza non si è fatto altro che tagliare fondi alle forze dell’ordine. Si sta dando spazio a queste ronde, che vengono incoraggiate e promosse, può rivelarsi estremamente pericoloso lasciare così tanto spazio all’iniziativa libera dei privati cittadini in materia di sicurezza. Siamo contrari a questa forma di far west, la nostra è una presa di posizione chiara e netta. Gli enti locali devono provvedere alla sicurezza intesa come migliorare la condizione delle strade, dell’illuminazione, delle stazioni e del controllo. ”

- Proprio in questi giorni è stata approvata alla camera la proposta di legge sulla violenza sessuale, dopo la decisione della commissione di giustizia di stralciare la cosiddetta norma “wanted”, proposta di affiggere nei luoghi pubblici la foto dei presunti stupratori.

“E’ giusto fare una legge su un tema così delicato e importante, ma sulla norma “wanted” la nostra opposizione è stata forte e decisa sin dall’inizio. E’inammissibile che la foto di una persona non condannata possa essere affissa nei luoghi pubblici con la scritta wanted, proprio come nel far west. Non si può mettere alla pubblica gogna una persona per giunta ancora non condannata, per fortuna il nostro è un paese garantista e vige ancora la presunzione d’innocenza. Piuttosto ci sarebbe l’esigenza di controllare maggiormente il territorio con le forze dell’ordine ma i tagli continui non lo rendono possibile”

BINARIO MORTO di Mario Galli

1 luglio 2009

Intervista ad un “addetto ai lavori” delle ferrovie dello stato.

In seguito alla trasmissione “Report” del giorno 7 ottobre alle ore 21, intitolata “Binario illegale”, mi sono trovato a ragionare proprio con un macchinista delle Ferrovie dello Stato, al quale va la mia gratitudine e del quale io non posso rivelare il nome né la città di residenza, per palesi motivi professionali.
Lo scambio di vedute nasce riguardo alla sicurezza della rete ferroviaria italiana, un tema molto approfondito dal programma tv di cui sopra, e che ho saputo stare molto a cuore a tutta la categoria dei macchinisti ferroviari. Il signore con cui mi sono intrattenuto ha potuto testimoniare e confermare alcune accuse fatte da “Report”. In primo luogo una sconcertante carenza di sistemi di sicurezza, di cui l’Italia, paese civile e industrializzato, dovrebbe essere all’avanguardia. Molti passeggeri non sanno che l’interno di gran parte delle gallerie italiane è sprovvisto di illuminazione, così le luci del locomotore sono pressoché insufficienti. Se disgraziatamente un guasto alla linea bloccasse il treno all’interno, il macchinista, per lanciare l’SOS, dovrebbe raggiungere il telefono della galleria, molto spesso tra bui meandri, altre volte con il precario ausilio di un lanternino mal funzionante. Una volta che abbia avuto la fortuna di pervenire al telefono, lo stesso si aprirebbe soltanto con apposite chiavi solo recentemente fornite come dotazione personale al macchinista. Quindi solo il macchinista, ed il personale di bordo, possiede queste chiavi, al punto che se solo i passeggeri fossero in grado di telefonare (per chiedere aiuto), non potrebbero farlo. Per non parlare di un possibile black out. Le attrezzature di sicurezza nelle gallerie sono alquanto precarie. Molte non sono equipaggiate per il funzionamento di cellulari, di sistemi antincendio, e dove ci sono non funzionano come hanno testimoniato le immagini in trasmissione. Spesso non viene neanche eseguito il collaudo o l’ordinaria manutenzione. In poche parole, un treno paralizzato in galleria farebbe la fine del topo in gabbia. Perdonate la crudezza delle parole, ma è quello che ho riportato testualmente.
RFI, Rete Ferroviaria Italiana, è la responsabile della manutenzione delle infrastrutture. La rete dovrebbe, inoltre, disporre di sistemi di sicurezza che frenano il treno se il macchinista non interviene prontamente sui comandi. Il sistema è chiamato dagli addetti ai lavori “Ripetizione segnali in macchina”. Non è gravoso capire di cosa si tratti, ma laddove esso non funzioni, o dove la linea ne risulti sprovvista, il treno non si ferma. Da qui molti degli incidenti mortali accaduti ultimamente.
Su questo discorso il macchinista si è soffermato volentieri, sottolineando che errori tecnici ce ne sono ben pochi, ma una rete ferroviaria più sicura eviterebbe più stragi. L’errore umano e l’errore tecnico, nel sistema ferroviario italiano, sono inevitabilmente in commistione, ed è proprio l’investimento su nuove ed efficaci tecnologie che eviterebbe inutili stragi.
Inoltre, un fattore determinante degli incidenti sono gli straordinari. C’è la possibilità di fare molte ore in più di quelle lavorative regolari, ma sono comunque troppe in confronto alle contemplate possibilità umane. Un più rigido controllo e limitazione delle ore di straordinario porterebbero a meno stanchezza e conseguentemente a meno incidenti. Il turno medio di un macchinista si aggira intorno alle 170/190 ore mensili, ma se si supera per un ritardo il tetto stabilito, non è detto che si possa ricevere retribuzione straordinaria per le maggiori prestazioni rese.
In definitiva il settore dei macchinisti recrimina più investimenti nel settore della sicurezza, un maggiore rispetto della legge 626, la cui applicazione sui locomotori è stata totalmente gettata nel dimenticatoio. In generale, la richiesta è di una maggiore assunzione di personale, smentendo proprio ciò che ha detto Laganà, amministratore delegato di TrenItalia, alla trasmissione “Report”.
Come ha testimoniato anche il personale intervistato in trasmissione, la carenza di personale è palese. Giornalmente vengono soppressi numerosi treni per carenza di personale che quasi automaticamente vengono “acquistati” da ditte private che recentemente sono entrate a far parte della concorrenza. Speriamo non venga utilizzata la stessa politica applicata, negli ultimi anni, alle officine di manutenzione e servizi ferroviari in genere, che vengono infatti rese volontariamente precarie per poi essere assorbite da ditte private fondate dallo stesso personale che tende ad insabbiarle.
In fine possiamo dire che: se è vero che il grado d’industrializzazione di un paese si vede dallo sviluppo della sua rete ferroviaria, è altrettanto vero che non si dovrebbe affermare ciò in palese carenza di sicurezza.

Roma, 9 ottobre 2003

P.S. Da allora sembra cambiato davvero ben poco…

Ballottaggi Lazio, l’Udc si schiera con Pd e il Pdl scatena la “caccia” al voto

15 giugno 2009

Giro: «Ora pensiamo alle regionali: correremo da soli»
Ciocchetti: «Non accettiamo la politica degli insulti»

da Il Messaggero di Marco Giovannelli
ROMA (14 giugno) – Erano amici, hanno gestito la Regione Lazio insieme fino al 2005 e poi hanno condotto uniti per un paio d’anni l’opposizione a Piero Marrazzo. Ora quel pur difficile fidanzamento è alla fine. Il Pdl e l’Udc ora sono distanti, non si parlano e si rinfacciano l’atteggiamento tenuto nei confronti del Pd.

L’Udc con il Pd a Rieti e Frosinone. Ad accendere le polveri è stata l’Unione di centro che ha scelto di appoggiare i candidati del centrosinistra nei ballottaggi per le Province di Rieti e Frosinone ma anche per il Comune di Guidonia, la cittadina che per numero di abitanti segue solo Roma e Latina. A Guidonia, però, è giusto spiegare che il candidato che sfiderà l’uomo del Pdl è proprio espressione dell’Udc e quindi la scelta è stata praticamente obbligata. Per Rieti e Frosinone, invece, le decisioni sono maturate dopo un confronto soprattutto sui programmi così come aveva annunciato Luciano Ciocchetti, parlamentare e segretario regionale dell’Unione.

Sullo sfondo le regionali del 2010. La tornata elettorale della prossima settimana nasconde però un tema ben più importante, come quello delle elezioni regionali previste per la primavera del 2010. Il Pdl, dopo aver registrato nel Lazio l’avvicinamento dell’Udc al Pd grida vendetta.

Giro: correremo da soli. Francesco Giro, sottosegretario ai Ben culturali e uomo forte nell’apparato di Forza Italia a Roma, attacca: «Sono deluso dalla scelta incomprensibile dell’Udc e mi chiedo: siamo nel Paese di Pulcinella o se siamo in un Paese serio? Nel primo caso è tutto possibile altrimenti non è più credibile una alleanza e vedo tutto molto difficile. La mia è una valutazione personale, siamo in una fase di trattativa molta serrata, la risposta di adesso è scoraggiante – dice Giro -. A questo punto possiamo concorrere alle regionali da soli forti del 43 per cento dei voti. Avevo cercato da sempre di coinvolgere l’Udc per un disegno politico più ampio ma la frattura che registro ora mi sembra insanabile anche perché si sono deteriorati i rapporti anche a livello nazionale».

Ciocchetti: no all’arroganza e agli insulti. Sull’altra sponda del centro, è Luciano Ciocchetti che risponde per le rime e, almeno pe ora, fa intendere che un’ipotesi alleanza con il Pdl alle regionale è impossibile. «L’Udc non accetta e non accetterà mai una politica fatta di arroganza, insulti, e dichiarazioni di autosufficienza. Noi non dimentichiamo mentre Il Pdl non si ricorda più quanto accaduto in questo ultimo anno e mezzo. Le scelte di questi giorni hanno un carattere locale e non condizioneranno la politica del nostro partito – replica con durezza Ciocchetti -. Il Pdl dovrebbe chiedersi il perché delle nostre scelte invece di insultarci».

E’ quindi guerra e Giro lancia un appello: «Da ora in poi ci rivolgeremo direttamente agli elettori dell’Udc, con scelte sui programmi che che favoriscano uomini e progetti di matrice centrista e da subito dico no allo schiacciamento del Pdl a destra. Al sindaco Alemanno e ai dirigenti del Pdl del Lazio chiedo di mobilitarsi da subito per intercettare il voto centrista indispensabile per vincere le regionali del 2010. Occorre farlo modulando e talvolta ricalibrando le iniziative, i programmi e persino le prossime nomine locali all’interno del Pdl anche in chiave centrista, valorizzando quegli esponenti che storicamente hanno svolto a Roma e nel Lazio un ruolo importante nel dialogo con il mondo cattolico, riformista e sociale».

Morassut, Pd: primo passo di intesa politica. Il Pd guarda quasi con distacco alle lacerazioni tra centristi e dopo le parole di Marrazzo («senza il Centro il Lazio non si governa») anche Roberto Morassut (segretario regionale del Pd) appare cauto all’indomani degli accordi per Rieti e Frosinone. «L’intesa di programmi e di governo tra il centro moderato, le forze democratiche e la sinistra per battere la Pdl è possibile e lo abbiamo realizzato. Questo è un primo passo verso un accordo politico che potrebbe verificarsi anche per le regionali del 2010».

Storace: l’Udc schiaffeggia il Pdl. Chi si agita è Francesco Storace che si scaglia contro il Pdl. «Stupidi agli strateghi del Pdl. Lo so che le parolacce non si dicono ma visti i personalismi non posso trattenermi. Tutti sanno che per La Destra non è proprio facile allearsi con costoro, visto che ce ne fanno di tutti i colori, senza alcun rispetto per la nostra voglia di non ammainare una bandiera. L’Udc ha scelto di stare con la sinistra e la battaglia sarà voto su voto. L’Udc ha fatto questa scelta perchè doveva pagare la cambiale per i voti al suo candidato di Guidonia e preparare l’alleanza organica per le regionali del Lazio nel prossimo anno, quando scadrà finalmente il mandato fallimentare di Piero Marrazzo. L’Udc ora schiaffeggia i dirigenti del Pdl che non fanno politica, ma esercitano solo rancori personali nei confronti dei nostri uomini».

Lettera ai Cittadini

4 giugno 2009

Care amiche e amici,
la mia candidatura alle elezioni europee vuole essere una possibilità di sentirsi rappresentati in Europa per tutti coloro che credono nei valori e nei principi di libertà.
La strada dell’UDC, segnata dal nostro leader Pier Ferdinando Casini, è chiara: garantire agli elettori italiani una vera alternativa al finto bipartitismo che rende l’Italia immobile. La nostra scelta di correre da soli, anche rinunciando a facili alleanze che ci avrebbero potuto dare maggiori garanzie, è l’evidenza di quanto forti siano i nostri valori, i nostri ideali, la nostra voglia di non far parte dei vecchi giochi di potere.
Intendo portare a Strasburgo l’esperienza amministrativa che ho acquisito in tanti anni di lavoro sul campo, durante i quali non mi sono mai risparmiato dando tutto me stesso per migliorare il territorio e la vita dei cittadini.
Per questo, e per rendere concreto il mio programma, il 6 e 7 giugno 2009 Vi invito a scegliere l’unica strada che possa rilanciare l’economia italiana e che punti ad un’Europa dei popoli e non dei finanzieri. La strada del Centro, dei vecchi valori e delle nuove, moderne proposte.
Credo sia giusto informarVi fin d’ora sui punti fondamentali del mio programma, semplice e concreto, che ha come obiettivo rendere protagonista l’Italia in Europa.
Come prima cosa ritengo fondamentale portare avanti un principio chiaro di pluralismo di voto, che rispetti anche le idee delle minoranze. Sono fermamente convinto, a differenza degli esponenti degli altri schieramenti politici, che ogni espressione di voto sia un “voto utile”. La battaglia intrapresa dall’UDC sulle preferenze rivendica proprio il diritto per il popolo di poter scegliere il proprio rappresentante politico.
Punto centrale del mio lavoro sarà la difesa del “nucleo famiglia” e la riduzione dei costi per i servizi alla persona sostenuti da questa. Importante sarà trovare forme alternative di sostegno al reddito per chi perde il posto di lavoro, in funzione anche del numero dei componenti. Sarà necessario incentivare e sostenere gli investimenti delle famiglie, sostenere la natalità, anche attraverso le politiche europee, adottare come indirizzo comunitario l’introduzione di un voucher universale per i servizi alla persona. Porterò in Europa un progetto per le imprese che preveda benefit e incentivi ai lavoratori. Un piano per gli enti locali che possano erogare servizi di cura alle famiglie più disagiate.
Intendo poi promuovere una politica energetica comune a livello europeo per supportare meglio le imprese e recuperare risorse alla produzione. Una politica energetica coerente nel quadro della lotta contro il cambiamento climatico e di uno sviluppo sostenibile. L’Italia deve uscire dalla logica dei “no” ed intraprendere invece la strada delle energie alternative, dell’energia solare, eolica e nucleare.
Mi impegnerò anche per l’agricoltura, per sviluppare unitamente alle altre nazioni europee, una politica che favorisca la produzione. L’Italia merita un posto di rilievo per la qualità e l’identità dei propri prodotti.
Con questa lettera ho voluto mettere in evidenza alcuni dei tanti progetti, delle tante idee, dei tanti sogni realizzabili su i quali, insieme a Voi, intendo lavorare perché l’Italia sia grande protagonista in Europa e nel mondo.
Confido nel Vostro appoggio, nella Vostra sete di libertà e di giustizia sociale. Insieme possiamo lavorare affinché i nostri figli vivano un futuro migliore, più equo e più garantista sull’ecologia e sul clima. Sono uno di Voi e sarò uno di Voi anche nei banchi del Parlamento Europeo.
Vi aspetto tutti, venerdì 5 giugno alle ore 17.00, alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale Europee 2009 viale delle terme di Caracalla angolo Via Antonina insieme al Presidente dell’UDC Pier Ferdinando Casini. La Vostra voce sarà ascoltata.

Luciano Ciocchetti

Ostia incontra Pier Ferdinando Casini

1 giugno 2009

1 -Immagino lei abbia tanti impegni in tutta Italia perché ha scelto Ostia?
“Ogni occasione che ci permette di essere tra la gente e di ascoltarne le problematiche è un’opportunità che non possiamo perdere. Questa mia visita nella “città” di Ostia assume diversi significati: prima di tutto l’importanza logistica di un territorio che comprende storicità, cultura e risorse turistiche di primo livello; e poi perché vogliamo dare ulteriore forza alla nostra presenza politica su questo territorio, che grazie al lavoro effettuato in tanti anni dal Segretario Regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti e adesso anche dal Capogruppo al Consiglio Comunale Alessandro Onorato, vede l’Udc essere sempre più grande protagonista. Negli ultimi tempi poi, purtroppo, Ostia è apparsa sui giornali esclusivamente per tristi eventi di cronaca come l’aggressione perpetrata al cittadino statunitense scambiato, alla vigilia della finale di Champions League, per un tifoso inglese o per le problematiche relative alla movida. Ritengo, invece, che questa splendida località meriti tutt’altro palcoscenico sia a livello nazionale che internazionale. E’ il mare di Roma, e non dobbiamo dimenticarlo.”

2 -A che punto è la costituzione del nuovo partito?
La costituzione del nuovo partito è avviata oramai da tempo. La strada che abbiamo intrapreso decidendo di “correre da soli” ha segnato in maniera decisa la nostra linea politica. Continuiamo quotidianamente ad assistere ad una bagarre dialettica improntata sul gossip tra PDL e PD che allontana la gente dalla passione politica. L’Unione di Centro si pone l’obiettivo di essere l’alternativa a questo modo di fare politica che non risolve alcun reale problema. Le Elezioni Europee del 6 e 7 giugno saranno il punto di svolta dal quale far ripartire l’Italia.

3 - Alessandro Onorato è particolarmente legato al nostro territorio dobbiamo dedurre che il XIII Municipio sarà quindi centrale nella costituente del nuovo partito.
Con la presenza in Campidoglio di Alessandro Onorato l’UDC dimostra di voler puntare molto sui giovani e su chi vive il territorio in prima persona, conoscendone a fondo le problematiche e sapendo per questo quali sono le politiche da impiegare per risolverle. Essere ad Ostia in prima persona mi ha dato modo di poter apprezzare quanto affetto e quanta fiducia i cittadini lidensi attribuiscono alla nostra forza politica. Sono convinto che non li deluderemo.

4 - Perchè votare Unione di Centro?
Il voto dato all’Unione di Centro è il vero voto utile che permetterà all’Italia di uscire da questo finto bipartitismo ridandole l’identità smarrita. Il disegno comune che ci siamo prefissi è fondato sulla famiglia, sull’identità cristiana e sull’importanza di credere fino in fondo alla propria storia ed alle proprie radici. Per questi motivi credo che votare UDC sia la cosa giusta da fare.

5 - Qual’è il suo rapporto con Ostia e il litorale romano?
Ostia è un punto cruciale della città di Roma e come tale va valorizzato. Mi è capitato in più di un’occasione di visitarla e mi sono accorto di quante potenzialità non sfruttate disponga. Mi auguro che, anche grazie all’impegno costante dell’amico Luciano Ciocchetti, supportato da Alessandro Onorato, questo quartiere di Roma bagnato dal mare possa far emergere presto le sue indiscusse qualità facendo accendere i riflettori sul suo splendido palcoscenico. E’ una risorsa da valorizzare e può diventare un grande polo di attrazione turistica non solo per i romani ma per tutti i turisti italiani e stranieri.”

“L’assenza della Roma è una ferita aperta. La società? Se c’è l’offerta, bene sennò sarà dura”

27 maggio 2009

Che anno è stato questo per Totti e compagni?
“Sono stati mesi da dimenticare al più presto, troppe sofferenze”.

La prossima stagione si deve ripartire da Spalletti?
“Il problema non è l’allenatore, quanto piuttosto il progetto che c’è dietro. Bisogna vedere cosa intende fare la Roma nei prossimi anni. E’ fondamentale capire se la società avrà la forza di tornare ai livelli degli ultimi tempi e io sinceramente ho qualche dubbio. Quindi se dovesse arrivare qualche offerta ben venga, altrimenti vedo un futuro piuttosto duro”.

Dal calcio al basket: si aspettava una Virtus così deludente?
“Assolutamente no, è stata una grande amarezza perché pensavo che arrivasse almeno in semifinale. Ad inizio stagione, poi, credevo che fosse l’anno giusto per competere con Siena e invece è andata peggio dell’anno scorso”.

Bisogna continuare con Gentile?
“Certo, quest’anno con tutti i problemi che ci sono stati ha fatto i miracoli. E poi bisogna prendere un play vero”.

Capitolo Mondiali di nuoto: Roma rischia una figuraccia internazionale?
“Non credo, perché l’impianto del Foro Italico è uno dei più belli del mondo. Poi il Comitato presieduto da Malagò farà in modo che sia tutto perfetto. Per il resto, credo che sia una vicenda grave di abusivismo edilizio, che creerà problemi all’interno del Paese, ma non all’estero. Saranno dei grandi Mondiali”.

Passando al rugby, Roma merita di avere la Celtic League?
“Spero che la federazione scelga una selezione della Capitale, ma ci sarebbe bisogno di altri impianti, oltre al Flaminio. Penso, ad esempio, alla Ghirada di Treviso. Avremmo bisogno di città dello sport così. Posso aggiungere una cosa?”.

Prego.

“Mi dispiace che non ci sia Il Romanista a raccontare tutti questi eventi. In Italia ci sono giornali che ricevono milioni di finanziamenti e non sono così popolari come Il Romanista, che sta subendo un’ingiustizia. Spero che possa tornare presto in edicola e sono fiducioso”.

 

Roma è sporca, sembra una città dell’Africa

26 maggio 2009

Il premier chiede più attenzione alla pulizia anche a Napoli e Palermo e provvedimenti contro le scritte sui muri “La Capitale mi piace così com’è ma è sporca. Suggerirei più cura del verde” Berlusconi: “Roma sporca, sembra l’Africa” Poi precisa: “Ce l’avevo con la sinistra” Poi il comunicato: “Non intendevo attaccare Alemanno. Mi riferivo al degrado ereditato”
Silvio Berlusconi

ROMA - Prima l’affondo, poi la precisazione. Come spesso capita, Berlusconi è costretto a rettificare, correggere, spiegare meglio. Per non creare un caso tra le sue stesse fila. E’ successo anche questa mattina, quando si è scagliato contro “Roma sporca come una città africana”. E poi ha dovuto precisare: “Tutta colpa della sinistra”.

“Fa male al cuore girare per molte città italiane come Roma, Napoli o Palermo e vedere che per scritte sui muri e lordura nelle strade sembrano più città africane che europee”, ha detto il Cavaliere parlando a Radio Radio. Per poi proporre alcuni “suggerimenti” al sindaco, Gianni Alemanno, per promuovere l’immagine turistica della Capitale: “Più cura degli spazi verdi, più attenzione alla pulizia, provvedimenti per evitare i graffiti che deturpano i muri”.

“Carcere per chi rovina centri storici”. “Roma già mi piace così com’è. Vedo in questi giorni una massa di turisti  davvero imponente. Mi permetto di suggerire però più cura del verde, più attenzione alla pulizia, provvedimenti per evitare i graffiti sui muri”. Berlusconi ribadisce che in “città come Tokio e Pechino, non c’è un mozzicone, una plastica, una carta, scritte sui muri. Anzi c’era una legge, cambiata qualche mese fa, con cui chi deturpava le strade veniva punito con delle nerbate. Non voglio arrivare a tanto, ma bisognerebbe recuperare la norma del codice penale che è caduta in disuso e che commina il carcere a chi rovina i centri storici”.

Berlusconi: “Mai inteso attaccare Alemanno”. “Le parole del premier sono state equivocate, presto arriverà un  chiarimento” ha annunciato il sindaco Alemanno poco dopo le dichiarazioni di Berlusconi sulle condizioni poco decorose delle città italiane, Capitale compresa. E puntuale è arrivata la precisazione con una nota. “Mi dicono che si è creato un equivoco per una mia intervista. Non ho mai inteso attaccare, è ovvio, il sindaco Gianni Alemanno che sta svolgendo un eccellente lavoro su Roma per cercare di superare le pesanti eredità ricevute dalla sinistra. Purtroppo, dopo 15 anni di incuria e di degrado della sinistra, non basta certo un anno di lavoro per risolvere la situazione del decoro e della pulizia dei luoghi pubblici”. “Sono assolutamente orgoglioso” ha ribadito il premier, “del lavoro che finalmente il sindaco sta realizzando a Roma, anche con il sostegno del governo nazionale, per far uscire la nostra Capitale dal degrado in cui l’hanno ridotta le amministrazioni di sinistra”.

Alemanno: “Equivocate le parole del premier”. Il sindaco di Roma è intervenuto sulle dichiarazioni del premier sostenendo che le sue parole sono state fraintese. “E’ chiaro che l’accusa del presidente del Consiglio - ha detto  Alemanno - è diretta all’eredità lasciata dalla sinistra che in un anno è ben difficile risolvere. Dobbiamo ancora lavorare molto, comunque la situazione sul fronte della pulizia sta già cambiando”. Per quanto riguarda la questione dei writers il sindaco ha poi detto che “serve una legge nazionale perché un’ordinanza comunale non è possibile, l’abbiamo già sperimentato”.

Le reazioni. “La pezza messa da Berlusconi non cancella la sua gaffe” afferma il capolista del Pd alle Europee nel Centro David Sassoli. “Nei fatti, in un anno, la vivibilità di questa città è peggiorata - continua Sassoli - Non vi è stato alcun passo in avanti, non solo sul fronte della pulizia, ma anche dei trasporti, della sicurezza, della qualità della vita, nonostante i 500 milioni dati dal governo a questa giunta”.