“L’Italia senza cultura?”

Questa mattina ho partecipato alla conferenza stampa, “L’Italia senza cultura”, che si è svolta oggi presso la Sala del Coro dell’Auditorium della Conciliazione, a Roma. Stiamo attraversando una crisi nazionale di sistema e di modelli sviluppo, non dipende solo dall’Italia uscirne fuori. L’Italia somma alla crisi le sue mancanze, le sue carenze, le mancate riforme strutturali alcune le scelte sbagliate degli ultimi 18 anni,  che hanno portato ad abbandonare alcuni settori strategici, come la cultura, il turismo, l’ambiente,  che sono il nostro petrolio. Se vogliamo ricreare crescita e sviluppo come sistema Paese dobbiamo promuovere norme che attraggano il mercato privato.  Il tema semplificazione delle lungaggini burocratiche rappresenta uno dei vincoli allo sviluppo e uno dei motivi su cui dobbiamo lavorare. Quello di avviare la proposta del titolo V  è un problema di ricostruzione dei rapporti e di ridefinizione delle competenze.  La confusione dei ruoli e delle competenze è il motivo per il quale ancora non c’è una legge sullo spettacolo dal vivo. Bisogna ridare allo Stato delle competenze in cui politiche nazionali possano sviluppare azioni sinergiche, attraverso meccanismi legati alla declassificazione. Serve liberare dalla burocrazia le possibilità di investimento, semplificare i rapporti e introdurre sistemi di defiscalizzazione per chi investe nel turismo nello spettacolo. Il settore culturale ha bisogno di essere liberato. Non funzionano più gli investimenti, bisogna  ripensare ad una politica che rimetta al centro cultura, turismo, ambiente come modelli di sviluppo. Quelli attuali non reggono più la concorrenza internazionale.

28 Commenti

  1. Cristiana

    siamo uno dei Paesi più belli al mondo, invidiato da tutti.
    perchè l’Italia non ha una strategia nazionale per lo sviluppo del suo settore culturale e creativo? Facciamo di peggio!!! Anziché investire in questa preziosa risorsa, l’Italia che fa? Continua a tagliare. La cultura è una priorità perchè vale anche in termini economici. E’ un potenziale elevato per noi che ospitiamo il 70% dei beni artistici mondiali, se curassimo di più questo aspetto potremmo sicuramente creare anche nuovi posti di lavoro e quindi far crescere l’Italia!!!

  2. Paolo

    La Germania che non ha nè il Colosseo nè Pompei nè gli Uffizi ha a disposizone per il settore 12,5 miliardi di euro contro i nostri 5,6. Perchè? Si potrebbe fondere la cultura con la cultura d’impresa e lì si che si potrebbe riavere una crescita!!!

  3. marco

    la burocrazia tappa le ali alle possibiltà d’investimento!!!poi senza introdurre i sistemi di defiscalizzazione per chi investe nel turismo nello spettacolo non riusciamo a tenere il passo con gli altri paesi che gia hanno preso provvedimenti anni prima

  4. Silvia

    Lo sfoltimento della burocrazia è un passo fondamentale per la modernizzazione di questo paese che, pur avendo grandi potenzialità, rimane in coda ai grandi d’Europa. Abbiamo il privilegio di godere di beni monumentali e architettonici di altissimo livello e in una quantità del tutto eccezionale, il deterioramento al quale sono soggetti è vergognoso e non è degno di un paese che è stato la culla della cultura artistica mondiale!

  5. Francesco

    La CULTURA è fondamentale!!! DAJEEEEEEEE!!!!!!!!

  6. Giorgio

    Faccio l’attore e stamattina un amico giornalista mi ha parlato della conferenza stampa a cui hai partecipato oggi. Non posso che essere interessato alla legge sullo spettacolo dal vivo; Mi piacerebbe molto incontrare il tuo ufficio stampa per avere informazioni in più. La mia mail ce l’avete. Attendo vostre. Mi raccomando!

  7. Carolina M.

    Tutto giusto quello che Lei dice! Ma la Sua risoluzione quale sarebbe?
    La ringrazio per la risposta che mi vorrà dare.

  8. Luca

    Si, è vero, la burocrazia asfissiante, impedisce anche la più semplice operazione! Dobbiamo ispirarci ai modelli dei grandi paesi europei, senza però, perdere la nostra identità. Dobbiamo valorizzare il nostro patrimonio culturale, le nostre eccellenze, i nostri giovani cervelli che fuggono all’estero!

  9. Giorgio

    Faccio l’attore e stamattina un amico giornalista mi ha parlato della conferenza stampa a cui hai partecipato oggi. Non posso che essere interessato alla legge sullo spettacolo dal vivo; Mi piacerebbe molto incontrare il tuo ufficio stampa per avere informazioni in più. La mia mail ce l’avete. Attendo vostre. Grazie mille

  10. Fausto

    Troppi musei, troppe biblioteche chiudono! Perdere la cultura conduce al degrado del Paese. Che cosa intendete fare esattamente?

  11. gloria

    Purtroppo grazie al susseguirsi di governi sbagliati,alla longuaggini burocratiche e alle mancate riforme strutturali, un paese ricco a livello di patrimonio artistico come l’ Italia si e’ vista sfuggire settori fondamentali come la cultura il turismo e l’ambiente. E’ fondamentare portare avanti una defiscalizzazione per investire in questi settori.

  12. Pablo

    Noi il Paese più bello al mondo ridotto in questo modo… dietro a tutti… mi viene una tristezza…

  13. Filippo J

    Si sente tanto parlare della necessità di promuovere, sostenere, valorizzare la cultura. Ma l’unica cosa da dire è che senza cultura, oggi giorno, un Paese non è più competitivo! E allora gli investimenti in questo settore? Ne avete parlato oggi in conferenza stampa, adesso aiutate l’Italia ad investire nella sua millenaria cultura, imparagonabile a quella di qualsiasi altro Paese al mondo! Forza Luciano. Un abbraccio, Filippo

  14. gloria

    Non permettiamo che la stupida burocrazia possa limitare ogni possibilita’ d’investimento in questi settori fondamentali….l’italia vuole e deve tornare ad essere la culla della cultura e del sapere!!!!

  15. Lucilla

    In Italia forse manca la sensibilità necessaria per comprendere e valorizzare l’immenso patrimonio storico e culturale che tutto il mondo ci invidia. E’ necessario un rilancio turistico e culturale sia a Roma che in molte altre bellissime città del Bel Paese. Sono d’accordo: più investimenti e meno lungaggini burocratiche.

  16. Antonella

    Bisogna anche invogliare e quindi coinvolgere i cittadini nella CULTURA!!!! troppe persone se ne fregano se crolla qualcosa a Pompei…. vediamo di fare di più!!!!

  17. Alessandro

    La cultura da troppi anni è una emergenza dimenticata; bisogna promuovere il patrimonio storico e artistico del nostro Paese, che mette l’Italia al di sopra di tutti gli Stati Europei e non solo e se adeguatamente valorizzato potrebbe essere una risorsa fondamentale della nostra economia

  18. Filippo J

    Secondo i dati dell’UNESCO, l’Italia possiede il maggiore patrimonio culturale al mondo (pari al 14% dei siti culturali, ovvero il 6% del patrimonio culturale mondiale). A questo primato tutto Italiano però non corrisponde sempre una cultura del rispetto della natura, dell’arte, della storia delle tradizioni che il nostro territorio offre. Il nostro patrimonio è parte fondamentale della nostra identità e per questo va tutelato. Cosa prevede di porre in essere per tutelarlo? Grazie per la Sua attenzione

  19. Chiara

    Siamo fortunati ad essere nati italiani e questo non dovremmo mai dimenticarcelo. Proteggere la nostra cultura significa tutelare noi stessi. L”italia è un tesoro che affascina l’estero e ammalia i turisti ma che spesso noi non sappiamo tutelare e apprezzare.

  20. Giorgia

    Ma i musei, che attirano ancora tanti visitatori, spesso non presentano in modo adeguatamente efficace le loro opere d’arte, poco valorizzate e lasciate all’interpretazione di chi le contempla. Cosa si può fare? Come si può fronteggiare questo problema?

  21. paolo

    Per ripensare ad una politica che rimetta al centro cultura, turismo, ambiente come modelli di sviluppo, si devono prima far emergere le perenni carenze in essere.
    Non manca la preparazione dei giovani in campo artistico, un po’ meno in campo ambientale, ma manca la capacità politica di elaborare un disegno complessivo di intervento che metta in moto un’occupazione notevole per la tutela di valori culturali assolutamente trascurati.
    Per limitarci a Roma, pensiamo per esempio ai monumenti non aperti al pubblico che potrebbero essere messi a disposizione utilizzando numerosissimi lavoratori, con introiti considerevoli per il comune.
    Pensiamo poi ai reperti archeologici ed artistici che sono ospitati negli scantinati, che attendono di essere fruiti.
    Pensiamo infine al prezzo dei musei esteri che visitiamo per vedere modeste opere d’arte, sia in termini quantitativi che qualitativi.
    In effetti non sembrerebbe molto dificile coniugare cultura – occupazione – notevoli introiti per gli enti territoriali. E’ necessario superare la vecchia maniera di trattare la cultura, cioè solo per riempirsi la bocca, difetto tipico della sinistra italiana che permea tutto il settore.

  22. antonio

    Abbiamo il piu’ bel paese artistico del mondo e non sfruttiamo il turismo in modo adeguato, abbiamo bisogno di chi cambi rotta su questo argomento…FORZA LUCIANO !!!

  23. Davide

    Possiamo affermare con certezza che che il riparto di competenze tra struttura centrale e periferica bisogna sicuramente revisionarlo procedendo ad una miglior razionalizzazione e delimitazione delle competenze con ovviamente applicazione del principio di sussidiarietà. Al contempo bisogna puntare su la nostra potenza interna per riprendersi dalla crisi quella potenza ormai da molti dimenticata e che Lei ha saputo menzionare nel Suo discorso. Avanti così con questo programma che trovo differente dallo scenario che si sta caratterizzando durante questa campagna elettorale.

  24. Antonella (Milano)

    Proteggere la nostra cultura è IMPERATIVO! grande Luciano!!!!

  25. Patrizio (Riccione)

    Anche il turismo è importantissimo, le nostre MERAVIGLIE, i nostri MARI, sono un motore per lo sviluppo dell’Italia!!!

  26. Ambrogio

    Si possono sapere quali sarebbero i provvedimenti che ha intenzione di prendere per migliorare la situazione?!?

  27. mauro

    siamo ormai giunti ad un periodo di stallo economico, bisogna aiutare le aziende semplificando la loro costituzione , ridurre la loro tassazione per incentivarne la crescita e sviluppo e creare occupazione vera nota dolente per uno stato civile quale il nostro.

  28. Chiara.N.

    Togliere risorse alla cultura significa non far crescere il Paese. La cultura è il volano di tutte le attività. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla fuga di cervelli, a una riduzione drastica dei trasferimenti dello Stato verso la cultura all’aumento delle tasse universitarie che non danno possibilità a tutti di soddisfare le proprie ambizioni. Concordo con la proposta del presidente Casini quella del “Prestito d’Onore”, dando la possibilità a tutti coloro che hanno le capacità ma non hanno la possibilità economica di perseguire quelle ambizioni.

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