Occupazioni abusive un problema irrisolto! Zingaretti e Raggi responsabili.

Il tema degli scontri di Piazza Indipendenza a Roma  perversa sul dibattito Politico nazionale e romano. Rientrando a gamba tesa nella vicenda delle occupazioni abusive nella capitale  volevo allegare alle diverse polemiche di questi giorni un documento interessante risalente al 2014.

Sfogliando una rivista da me curata ho notato un articolo interessante che portava a galla alcune questioni relative ad occupazioni abusive a Roma. Ad oggi alcune risolte altre invece ancora in essere.

Non capisco con quale coraggio Zingaretti dichiara che lui non sa nulla ma anche alcuni palazzi di proprietà della regione sono occupati.

E la Giunta regionale non fa nulla ne per l’emergenza abitativa ne per recuperare immobili occupati abusivamente; come non fa nulla la giunta Raggi è il comune di Roma

Di seguito vi riporto l’articolo per intero e l’immagine del giornale stesso per testimoniare come, nel tempo, nulla sia cambiato anzi!

 

 

LEGALITA’ E RISPETTO DEGLI INTERESSI DI TUTTI

Le tristi vicende delle occupazioni abusive a Roma, che vedono come prota-gonisti scuole, caserme, circoli, palazzine, complessi del Ministero della Di-fesa, commissariati, l’ex sede dell’Ente cellulosa e carta, una struttura Asl, l’Ospedale San Giacomo in Via di Ripetta, l’ex cinema America di Trastevere, il casale di Via Moravia all’Eur Papillo ed addirittura lo storico Teatro Valle, sono il segno del degrado della nostra società, delle debolezze di tutte le Isti-tuzioni e di uno pseudo-buonismo che sta facendo degradare ogni minima regola di convivenza civile. Queste occupazioni vanno avanti da mesi, in alcuni casi  come accade per il Teatro Valle da anni. Il fenomeno delle occupazioni abusive nella Capitale assume sempre più i contorni dell’emer-genza soprattutto se si pensa al fatto che quasi ogni Municipio possiede un edificio fuori legge: da San Basilio al Tiburtino, dalla Garbatella a Ponte di Nona, dai Colli Albani a San Lorenzo, da Casal Bruciato a Corso Trieste, arrivando addirittura aPiazza del Popolo

Nell’ultimo censimento, datato aprile 2013, veni-vano contati 58 immobili, tra pubblici e privati, occupati dai movimenti di lotta per la casa sempre più organizzati e tollerati sul territorio o da fami-glie in presunta emergenza abitativa.

I casi più recenti hanno riguardato un alloggio Asl all’interno dei condomini comunali di via Ferrini a Cinecittà e quelli dello Scup in via Nola a San Giovanni, oppure ‘stati di fatto’ storici come l’ex sede dell’Inpdap a Corso d’Italia dove nemmeno i vigili urbani riescono più ad avvicinarsi.

 

Le autorità che dovrebbero far rispettare le leggi e le regole di convivenza si chiudono gli occhi e di fatto autorizzano sia il mantenimento dello sta-tus quo, sia il perpetrare di nuove occupazioni abusive e illegali. Tutto questo non è da Paese nor-male. In quale Paese del mondo civile sarebbe tol-lerabile assistere all’occupazione abusiva di edifici privati e pubblici senza che venga posta in essere una reazione da parte delle Istituzioni? La risposta è ovvia: in nessun altro Paese. 

Ancora più scandaloso ed imbarazzante è il silen-zio di chi dovrebbe intervenire, ma anche della stampa, dei cosiddetti uomini di cultura e di legge, dei magistrati e dei vari censori di cui, purtroppo, l’Italia è piena. Tutto questo è il segno di una crisi non solo economica e sociale ma anche morale e di responsabilità.

Una società che non è in grado di far rispettare le minime regole di convivenza civile e le norme del rispetto e del buon senso è una società a rischio di fallimento totale e finale.

Noi non ci stiamo a questa triste fine, dobbiamo reagire e gridare alto il nostro NO a questo de-grado immenso.

Bisogna rimettere in piedi un Paese che faccia rispettare le leggi e le norme di convivenza civile.