La Roma-Lido ha bisogno di rispetto

Da vicepresidente della giunta regionale attivai questo progetto, presentato anche ad Ostia, ed è l’unica soluzione per salvare davvero dal degrado e dal disservizio la Roma-Lido e farla diventare una metropolitana vera. Ma la regione continua a fare “Ponzio Pilato” e il Comune e l’Atac, che sono i veri autori del degrado assoluto, si mettono di traverso. Ora basta: occorre decidere e avviare le procedure per rinnovare in profondità la Roma-Lido.  

Luciano Ciocchetti

Roma-Lido, ultimatum francese. Pendolari prigionieri della politica

ESCLUSIVO. Da trenino a linea metropolitana con 18 treni nuovi, i binari nuovi, le stazioni rimodernate e una frequenza di passaggio di un treno a 6 carrozze ogni 6 minuti. E’ il progetto Ratp-Dev con 450 mln di investimenti. Atac risponde con un progettino copia/incolla.

#immagina. La Roma-Lido da trenino a linea metropolitana con 18 treni nuovi, i binari nuovi, le stazioni rimodernate e una frequenza di passaggio di un treno a 6 carrozze ogni 6 minuti per senso di marcia. Tutto sostenuto da 450 milioni di euro di investimenti da spendere in 4 anni, durante i quali ad ogni stazione ci sarebbe posteggiato un bus navetta da far entrare in funzione in caso di guasto.
Il sogno francese sulla Roma-Lido va a sbattere sull’inconsistenza della politica italiana a tal punto che o la proposta di project financing presentata da Ratp-Dev si chiude entro trenta giorni, oppure gli investimenti andranno via da Roma e dall’Italia.
Affaritaliani.it ha ricostruito con i documenti ufficiali, la strana storia che ha visto la Regione Lazio di Nicola Zingaretti presidente e di Michele Civita assessore, tentennare per oltre un anno e mezzo di fronte alla proposta di un player internazionale di far business in Italia. Meglio spendere 35 mln di euro come è stato fatto sinora e tenere migliaia di passeggeri prigionieri di un totale disservizio che rischiare un processo politico e mediatico per privatizzare la linea che unisce San Paolo al mare.
La storia. Nel 2014, precisamente nel mese di giugno, la costola italiana della multinazionale Ratp (5 mld di euro di fatturato in tutto il mondo), la Ratp-Dev Italia srl decide di aumentare la presenza in Italia dopo Firenze, la Toscana, la partecipazione in  Emilia con la Sata e a Genova scendendo a Roma. Vista l’esperienza  internazionale sulle metropolitane studia i numeri della Roma-Viterbo e della Roma-Lido. Alla fine decide di mettere 4 mln di euro tra progettazione e studi per realizzare un project financing sulla linea di proprietà della Regione Lazio, da sempre gestita con pessimi risultati da Atac.

LE CONDIZIONI. La Regione fa sapere che ci sono 3 condizioni affinché un progetto di finanza possa essere recepito e possa prendere la via della “pubblica utilità” per l’eventuale approvazione: l’assenza di cubature, tariffe e biglietti gestiti e fissati dalla Regione con il Metrebus e la clausola sociale del riassorbimento di macchinisti e capitreno.

LO STUDIO. Parte il progetto del futuro. I francesi studiano la linea e persino i blog sui quali viaggia l’ira per la qualità pessima del servizio e li trovano addirittura “più competenti degli stessi tecnici Atac” e il 30 giugno del 2014 portano il “papiello” in Regione con una proposta che fa gridare al miracolo: treni nuovi, stazioni civili, sistema di controllo treni e segnalamento via radio, controlli di sicurezza con telecamere, emergenza telefonica tutto controllabile da remoto.

ZINGARETTI RE TENTENNA. E che fa la Regione Lazio? Prende tempo, pur avendo un obbligo di 90 giorni per l’accettazione dell’offerta e la dichiarazione di “pubblica utilità”. Ne prende talmente tanto che dal 2014 ad oggi convoca due conferenze dei servizi con Ministero dei Trasporti, Atac, Agenzia per la Mobilità e Comune di Roma per arrivare poi all’ultima riunione con la quale decide di non decidere. Intanto i francesi nicchiano, chiedono aiuto persino alla macchina diplomatica nella speranza di sbloccare la paralisi e arrivare ad una decisione: “O sì, oppure andiamo via”.
Di aggiornamento in aggiornamento, il progetto di Ratp si rinforza, prevedendo addirittura tre banchine per la fermata ipotetica Tor di Valle-Stadio e i lavori diluiti in 4 anni con uno stop serale alle 21 e bus sostitutivi sino alle 23 per garantire certezza dei tempi e sicurezza della linea da “ricostruire ex novo, partendo dall’armamento”. La svolta nei giorni scorsi, quando dal cilindro di Atac arriva un progetto antagonista che farebbe risparmiare la Regione Lazio, mantenendo il cappello pubblico sul servizio. Solo che, come risulta dal documento riservato Atac, che Affaritaliani.it pubblica, i treni nuovi invece che 18 sono 3 e che non c’è traccia di infrastrutture per un importo di circa 222 miliardi dei 450 che i francesi vogliono spendere su Roma. E a ben vedere i due progetti, ci sono refusi che compaiono in entrambi, come se O Atac o Ratp avesse utilizzato la magia informatica del copia e incolla.

I COSTI. Ma quanto costerebbe ai romani affidare per 25 la linea del mare ai privati. Grazie alle garanzie fornite da Unicredit e dal fondo europeo Eib, il contratto di servizio tra Ratp-Dev e Regione Lazio si fermerebbe a 40 milioni di euro l’anno per 25 anni contro il vecchio contratto del 2006 pari a 85 milioni di euro omnicomprensivo di Roma-Lido, Roma-Viterbo Roma-Giardinetti, al quale manca l’adeguamento Istat per 12 anni e che vede le ferrovie equiparate nel costo di gestione ed esercizio. Una sorta di scatola, nella quale la Roma-Lido vale come la Roma-Giardinetti nonostante frequenza, lunghezza, treni e banchine siano completamente diverse. Grazie a questo stratagemma Atac è riuscita a mantenere basso il costo di esercizio della Lido.
E i francesi? Da Parigi è arrivato l’ultimatum: o Roma decide cosa fare del progetto, oppure i capitali andranno altrove. Con buona pace dei pendolari e della Regione Lazio che è riuscita con vergogna a trasformare i 90 giorni di legge in un anno e mezzo di stallo. #Immagina.

FONTE: AFFARI ITALIANI