Ecco tutte le domande fatte ieri durante la conferenza stampa #Gentilonirispondi

DUE DOMANDE SULLA SANITA’ NEL LAZIO E A ROMA

1. A fine 2017 il governo Gentiloni ha deciso la fine del commissariamento della sanità nella Regione Lazio, ma nello stesso tempo ha stabilito che la regione “potrà tornare ad una gestione ordinaria” solo nel 2019. In altri termini, la sanità nel Lazio continua ad essere commissariata almeno ancora per tutto il 2018, perché il piano di rientro dal deficit non è stato ancora completato.

Come fanno il presidente del Consiglio e quello della Regione a dichiarare nello stesso tempo la fine e la continuità del commissariamento ?  Qual è la verità sui conti della sanità nel Lazio ?

2. La ministra Lorenzin e il presidente Zingaretti hanno esultato per la fine del commissariamento dopo “dieci anni di lacrime e sangue”. A parte il fatto che la regione continua ad essere commissariata,  il piano di rientro dal deficit – non ancora completato – avrebbe dovuto associare la riduzione dei costi al miglioramento della  qualità e dell’efficienza del servizio sanitario pubblico. Abbiamo visto gli effetti dei tagli della spesa, con la riduzione del personale e dei servizi, ma non ci siamo accorti del miglioramento della qualità e dell’efficienza, nonostante il finanziamento straordinario di 1 miliardo in occasione del Giubileo straordinario del 2016.

Di che cosa esultano Lorenzin e Zingaretti dopo 5 anni di governo nazionale e regionale? Delle attese fino ad un anno per le prestazioni sanitarie, del sovraffollamento e della fatiscenza nei pronti soccorsi, della confusione nella gestione dei codici bianchi e verdi? Oppure possono esultare della posizione di coda del Lazio nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza ?

Il piano di rientro è stata un’operazione semplicemente contabile, che non ha considerato la priorità della riqualificazione del servizio sanitario. E dobbiamo solo ringraziare le infermiere e gli infermieri, i medici e l’assistenza di famiglie e volontari che hanno impedito il tracollo.

Mettere al centro il bisogno della persona che ha bisogno di cure, e non il bisogno di voti : questa è la svolta necessaria per la sanità nel Lazio.

DUE DOMANDE SULLA MOBILITA’ E I TRASPORTI

1. Il presidente Zingaretti il 7 agosto 2013 ha presentato con grande enfasi il Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica, e un anno dopo ha riproposto le linee guida del Piano con la benedizione dei governi Renzi e Gentiloni.

Insomma due eventi nell’arco di 15 mesi per annunciare misure miracolose per la mobilità nel Lazio e  a Roma :

▪ Rafforzare la mobilità collettiva e pubblica, riequilibrando l’offerta di trasporto dalla gomma al ferro, e alleggerendo il peso ambientale delle auto nelle grandi aree urbane, soprattutto nella Capitale;

▪ Promuovere la mobilità tra sistemi urbani, quali il miglioramento dell’accessibilità e delle connessioni con le grandi reti, il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, la sicurezza stradale;

▪ Realizzare  un sistema di trasporto pubblico locale, comodo, puntuale, economico: i lavoratori e gli studenti potranno raggiungere la loro destinazione in maniera veloce e sicura.

▪ Riqualificare i nodi di interscambio in una logica intermodale e di mobilità sostenibile con servizi di bike sharing, car sharing, car pooling

▪ Promuovere la mobilità elettrica e ciclabile.

Presidente Zingaretti e Presidente Gentiloni, avete frequentato negli ultimi 5 anni i treni dei pendolari da e per Roma ?

Avete l’esperienza delle code per l’accesso e l’uscita dai grandi centri urbani del Lazio, a cominciare da Roma?

Siete  mai rimasti intrappolati in strade al collasso come la Pontina ?

Avete  mai provato a cercare una bicicletta negli inesistenti servizi di bike sharing ?

Invece di raccontare favole e produrre libri dei sogni, che servono alla propaganda politica ed al fatturato delle società di consulenza, le istituzioni devono dedicare impegno e risorse per rispondere concretamente ai bisogni di mobilità delle persone, in particolare di quelle a minor reddito.

2. Il Piano Regionale per la Mobilità e i Trasporti prevede la valorizzazione del porto di Civitavecchia,

▪ promuovendo la  mobilità turistica anche attraverso la di realizzazione delle metropolitane del mare;

▪ potenziando il traffico merci anche attraverso le connessioni con le infrastrutture di trasporto terrestre;

▪ l’ampliamento della darsena ‘Grandi masse’, per i container, già dotata di un finanziamento deliberato dal CIPE;

▪ la creazione di una ‘zona franca doganale’ nel retroporto di Civitavecchia.

Quali iniziative sono state prese negli ultimi 5 anni dal governo e dalla regione per dare attuazione attuazione al piano ed alle decisioni del CIPE ? Il presidente Zingaretti e il ministro dei Trasporti hanno visto a Civitavecchia qualche segnale di “inizio lavori” ?

Il porto di Civitavecchia, il porto di Roma per le crociere, e uno dei più importanti porti petroliferi nel Mediterraneo, è ancora un “approdo” senza infrastrutture adeguate nel retroterra.

Un asset prezioso e non utilizzato per l’economia della regione.

5 anni persi

DUE DOMANDE SUI RIFIUTI A ROMA E NEL LAZIO

1. Nell’agosto del 2012 il “Patto per Roma” per la gestione dei rifiuti è stato sottoscritto dal ministro dell’Ambiente, dal presidente della regione Lazio, dal presidente della provincia e dal sindaco.

Il “Patto per Roma” prevedeva:

▪ raccolta differenziata al 65 per cento entro la fine del 2014 e contestuale organizzazione della filiera del riciclo sulla base dell’accordo del 30 giugno 2012 tra Ama e Conai;

▪ piena utilizzazione di tutti gli impianti di trattamento meccanico biologico e per una capacità aggiuntiva di trattamento di oltre 1,5 milioni di tonnellate/anno di rifiuti, con l’obiettivo prioritario della produzione di combustibile solido derivato dai rifiuti (CDR/CSS);

▪ velocizzazione delle procedure da parte della regione per gli impianti di compostaggio in corso di autorizzazione, per una capacità aggiuntiva di trattamento di 205.800 tonnellate annue della frazione umida dei rifiuti urbani, con l’obiettivo della produzione di compost di qualità;

▪ chiusura della discarica di Malagrotta, in piena infrazione rispetto alle direttive europee, e individuazione di una discarica di servizio per la messa a dimora dei soli residui marginali derivanti dai trattamenti.

Il decreto del Ministro dell’Ambiente del 7 gennaio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ha indicato puntualmente in tre tabelle le capacità aggiuntive di trattamento per il completo smaltimento dei rifiuti di Roma nell’ambito della regione Lazio per dare attuazione al Patto per Roma.

Perché il governo e il ministro dell’Ambiente in 5 anni non hanno esercitato il loro ruolo istituzionale per dare attuazione al decreto? Perché il Ministro Galletti, il presidente Zingaretti, i sindaci Marino e Raggi hanno “dimenticato” il “Patto per Roma”?

2. L’attuazione del decreto avrebbe messo Roma nella condizione di gestire autonomamente il trattamento e il recupero dei rifiuti urbani entro la fine del 2015. E invece continuiamo ad essere in emergenza.

A chi conviene l’emergenza rifiuti a Roma ?

I dati dimostrano che invece di far funzionare gli impianti e autorizzare i nuovi si è preferito trasferire i rifiuti ad aziende del nord Italia e all’estero, con grandi vantaggi per queste aziende e enormi costi per Roma (lo smaltimento dei rifiuti nella Capitale costa quattro volte di più rispetto a Milano o a Brescia).