Giù le mani dai riabilitatori e dalle strutture riabilitative.

Ecco l’ennesimo pasticcio della Regione Lazio in campo sanitario. Questa volta, a fare le spese dell’incompetenza del governo regionale di sinistra, sono i dipendenti dei centri di riabilitazione che in un nota si dichiarano impossibilitati a svolgere il proprio lavoro. La Regione infatti, sta applicando un controllo retroattivo delle cartelle cliniche dal quale risulta che un altissima percentuale delle prestazioni effettuate negli anni precedenti è inappropriata. Verifiche, che stanno distruggendo l’immagine e la dignità degli operatori e che servono soltanto per fare cassa. In più, sempre gli operatori, in una lettera denunciano le gravi mancanza della Regione che, invece di porre rimedio, cerca di di scaricare la colpa direttamente sui lavoratori. Serve un regime di controlli che sia teso davvero a migliorare il servizio e non solamente a mettere in cattiva luce gli operatori che, ogni giorno, lottano per la salvaguardia dei pazienti spesso andando incontro anche ad una forte carenza di mezzi a disposizione. Inoltre, è impensabile che in una situazione critica come la nostra si pensi di chiudere dei centro di riabilitazione. La Regione, osteggiando il lavoro di queste strutture, in realtà fa la guerra a tutti i cittadini che hanno bisogno di una terapia di riabilitazione e questo è gravissimo. Questa è la sanità di Zingaretti e Gentiloni.