Giulio Andreotti ,dal dopoguerra agli anni 90 ha rappresentato l’Italia che cresceva e si sviluppava.

Oggi avrebbe compiuto 100 anni Giulio Andreotti, l’uomo politico che più di tutti ha rappresentato l’Italia dal dopoguerra agli anni 90. Anni di profonde trasformazioni, di cambiamenti e di crescita e sviluppo unici per il nostro Paese .Trasformazioni economiche e sociali che hanno consentito a molti italiani di avere opportunità vere e concrete.  Andreotti ha intrecciato la storia della Democrazia Cristiana , di cui ha rappresentato uno dei tanti leader nazionali e internazionali che hanno guidato quel partito per tanti anni. Andreotti fu sette volte presidente del consiglio, ventisette volte ministro e parlamentare in tutte le legislature della Repubblica dal 1948 fino alla sua morte , avvenuta il 6 maggio 2013.  Il rapporto stretto con De Gasperi ha inizio  dal 1938 , durante la guerra , e si sviluppò  quando lo stesso lo chiamò a svolgere il ruolo di sottosegretario alla presidenza nel 1947 e in tutti i governi presieduti da De Gasperi.  Un uomo politico pragmatico e aperto al confronto che la stampa ha sempre descritto come “cinico” ma che invece , chi lo ha conosciuto direttamente , può affermare essere stato una persona sempre disponibile, piena di umanità e pronto ad aiutare il prossimo in difficoltà.  Io da giovane democristiano ho potuto apprezzare la sua vicinanza alla gente , ai ceti popolari e alle persone in difficoltà.  Questo lo sanno bene i segretari di sezione della democrazia cristiana che hanno sempre avuto la vicinanza di Andreotti nel rapporto con il territorio.  Ho voluto scrivere questo piccolo pensiero per contrastare la storiografia di parte che lo ha sempre cercato di accusare di tante cose nefaste. Invece è stato sicuramente un grande uomo politico , uno statista a tutto tondo, con grandissima visione soprattutto per quanto riguarda la politica estera. Magari la classe politica dal 94 ad oggi avesse questa stessa capacità e visione.