La debolezza dello Stato, di Luciano Ciocchetti

Siamo giunti ad una deriva senza uscita. In Italia non esiste più un senso di appartenenza comune, non si rispettano le leggi e le istituzioni preposte all’ordine pubblico sono continuamente delegittimate sia dai cittadini che dall’operato della magistratura, che spesso rimette velocemente in libertà soggetti pericolosi.

In tutte le città poi queste distorsioni sono elevate all’ennesima potenza. Basti ricordare solo alcuni dei casi più eclatanti capitati: dalla violenza che si genera in occasione delle partite di calcio a quella delle manifestazioni, che si svolgono nella maggior parte nella capitale, ma non solo; dallo spaccio di stupefacenti che avviene in qualsiasi momento ed in qualunque luogo, specie dentro e fuori scuole ed università; per concludere con episodi meno gravi ma che comunque incidono negativamente sulla vita quotidiana dei cittadini, come i rifiuti abbandonati per strada, ed i monumenti ed i muri imbrattati da ogni genere di scritte, senza dimenticare la prostituzione che si annida su marciapiedi, strade e parchi pubblici, di giorno e di notte. A Roma, ad esempio, il Teatro Valle è occupato da ormai da due anni ed esistono 80 stabili privati nelle mani di abusivi.

Gli italiani sono ormai rassegnati a quanto gli accade intorno, sembrano assuefatti ed hanno smesso di indignarsi, di reagire; tranne casi sparuti, accettano comportamenti illegali che sfiorano quotidianamente le loro vite, hanno perso la voglia di contrastare questi atteggiamenti, di denunciare ciò che accade.

Lo Stato dovrebbe far sentire la propria voce, dovrebbe tutelare i suoi cittadini, invece spesso finisce in un vortice di scaricabarili al termine del quale non si comprende mai a chi spettava un determinato comportamento e su chi far ricadere determinate responsabilità.

Credo fermamente che sia necessaria una scossa morale. È necessario che ognuno senta su di sé la responsabilità di fare la propria parte, assistito da uno Stato che protegga i cittadini e faccia rispettare le regole di civile convivenza. Solo riscoprendo questo spirito sopito potremmo effettivamente uscire da questo periodo di decadenza etica. Solo così i cittadini si sentiranno davvero protetti e potranno dare il proprio contributo. È necessario ripartire dalle scuole e potenziare l’insegnamento dell’educazione civica negli istituti di ogni ordine e grado.