Marchini è il candidato giusto per il centrodestra, l’intervista su RomaToday

Nel quadro confuso del centrodestra al lavoro verso le prossime elezioni capitoline ha le idee chiare. Due in particolare: la scelta del candidato deve passare attraverso le primarie e Alfio Marchini è il nome giusto. Per questo Luciano Ciocchetti, ex vicepresidente della Regione Lazio al fianco di Renata Polverini oggi coordinatore nel Lazio dei Conservatori Riformisti, vede di buon occhio la proposta dell’ex consigliere dal ‘Cuore spezzato’ e dal profilo civico come strada percorribile per un centrodestra in cerca di una strada solida verso le prossime elezioni capitoline.

Il centrodestra romano è al lavoro per arrivare a una candidatura forte per la corsa a palazzo Senatorio. Il quadro però è ancora molto confuso.

È così, ci sono troppe contraddizioni e incoerenze. Troppe spinte in direzioni diverse:  non si capisce se Forza Italia preferisce Marchini, Meloni, Bertolaso o quali altri ipotetici candidati; Fratelli d’Italia e Lega Nord hanno come punto costituente nello statuto le primarie però a Roma non le vogliono aprire. Lo reputo un errore: le primarie sono l’unico modo per chiarire questa situazione e per ricostruire il difficile rapporto che si è ormai venuto a creare tra la gente e la politica. È un’assoluta necessità di metodo. In questo quadro appoggio pienamente la proposta di Alfio Marchini di passare attraverso le primarie per arrivare a un candidato condiviso e costruire un’ampia coalizione di partiti e liste civiche in grado di bloccare il Movimento cinque stelle.

“Si alle primarie, Marchini è il candidato giusto per il centrodestra”

Alfio Marchini era già stato lanciato nella mischia da Berlusconi ma dopo il veto di Meloni e Salvini la sua possibile candidatura è stata ‘congelata’. Secondo lei Marchini è la carta giusta per il centrodestra?

Si. In questo momento di malcontento sociale ed economico in città il centrodestra deve avere il coraggio di comprendere che è necessario andare oltre gli storici partiti. Invece mi sembra che Fi, Fdi e Lega Nord pensino ancora che il nome giusto possa uscire dalle stanze di Arcore o di via Bellerio. Allo stesso modo si continua ad attribuire ipotetiche patenti politiche: si attacca Marchini perché la sua storia familiare affonda le radici nel mondo della sinistra senza però considerare che nella scorsa consiliatura ha messo in campo una forte opposizione al Pd ed ha chiaramente dimostrato di essere alternativo alla proposta politica della sinistra romana. Mi sembrano presupposti sufficienti per poter partecipare alle primarie del centrodestra. Pensare a convention ad escludendum per noi è inaccettabile.

 

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