Tuteliamo gli animali, aiutami in questa battaglia

Il diritto positivo europeo  – tramite l’art 18 del Trattato di Lisbona, ratificato e reso esecutivo  in  Italia con legge  2 agosto 2008, entrato in vigore a livello europeo, e quindi italiano, dal 1 Dicembre 2009 – testimonia  che  di fatto  gli animali sono esseri senzienti, dotati di soggettività, capaci di provare  benessere e malessere, angoscia e dolore, stress e preferenze  coscienti.

Nella  formulazione  e nell’attuazione  delle politiche  dell’Unione   nei settori dell’agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dello Spazio, l’Unione e gli Stati Membri devono tenere pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali proprio in quanto esseri senzienti. La legge italiana n° 189 del 2004 condanna con gravità delle pene fino a 3 anni di reclusione, uccisioni, maltrattamenti, spettacoli cruenti, combattimenti lesivi dell’integrità fisica, abbandono, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, divieto di utilizzo di cani e di gatti per la produzione di pelli e pellicce.

Fortunatamente negli ultimi anni abbiamo assistito ad una evoluzione etica e culturale della società civile, sostenuta anche dai movimenti animalisti che hanno denunciato e sensibilizzato i cittadini sulle questioni inerenti il trattamento degli animali. Ma ancora oggi, troppo spesso, la gestione di canili e gattili nasconde illeciti come corruzione, riciclaggio, crimine organizzato. Sarebbe opportuno che le Istituzioni europee esaminassero in maniera ancora più precisa la questione, affrontandola con l’obiettivo di sradicare l’illegalità e di tutelare miliardi di animali innocenti.

Propongo dei provvedimenti che potrebbero migliorare la tutela degli animali:

–         promuovere la protezione dei randagi tramite incentivi alle adozioni dai canili; incentivi che potrebbero essere rappresentati da detrazioni fiscali per chi adotta.
– sterilizzazione gratuita per chi adotta dai canili e/o trova un randagio con conseguente microchip a carico della Regione, perchè, occorre ribadirlo, un animale sterilizzato e microchippato è un animale non più “invisibile” alla collettività, e non più “pericoloso” per la riproduzione incontrollata, il vero e unico problema del randagismo dilagante.
– una sorta di polizza assicurativa finanziata dalle Istituzioni anche solo per il primo anno e concordata nel prezzo per gli anni futuri

–         introdurre la tutela degli animali come principio base degli accordi commerciali con i Paesi terzi.

E’ necessario anche dare concreta applicazione e potenziare le opportunità previste all’interno dei PSR (Piani di Sviluppo Rurale) e riservate al benessere degli animali  da “reddito” , coinvolgendo anche gli addetti alla pastorizia che spesso, incuranti del “dopo”, fanno “scodellare” ai loro cani da pastore cucciolate a ripetizione, che inevitabilmente vanno a riprodursi a loro volta incrementando all’infinito il fenomeno del randagismo ; si calcola infatti che da una coppia di cani possono derivare in un anno centinaia di altri cani.
Ergo,bisogna puntare a dimezzare e/o ridurre al massimo  il numero dei randagi presenti sul territorio, favorendone l’adozione e riducendo contestualmente la presenza di animali nei canili/gattili che, indiscutibilmente, rappresentano un costo per la collettività, in Italia 200mila presenze al costo medio di 5 € giorno ,( stime per difetto ), per cui, il contributo iniziale dato dalle Istituzioni ( Regioni, Comuni, Asl, Europa ) per le sterilizzazioni e per la registrazione in Anagrafe, farebbero  risparmiare molti soldi DOPO alle casse pubbliche, facendo usare le risorse risparmiate in scopi sociali per chi, ad esempio, in terza età si volesse accompagnare ad un nuovo amico per il resto della vita.

E’ risaputo che il beneficio della compagnia animale fa vivere meglio l’anziano attraverso l’interesse e l’amore verso il nuovo amico. Anzi proporrei di più, che in caso di adozione in terza età, lo stesso ed il compagno della sua vita, siano sottoposti GRATUITAMENTE a visita di controllo annuale, utile ANCHE  come ulteriore studio scientifico sull’ aspettativa di vita per gli umani, materia questa molto attuale dal punto di vista previdenziale e non solo.
Facendo un utilizzo coerente dei fondi europei stanziati per la tutela degli animali è necessario potenziare il monitoraggio sanitario dei cani di proprietà, nonché la verifica dei microchip che attestano l’iscrizione dell’animale presso l’anagrafe canina. Si dovrebbe migliorare la quantità e qualità delle campagne di sensibilizzazione nelle scuole ed incentivare l’adozione di cani abbandonati con prestazioni sanitarie gratuite e incentivare la pet therapy negli ospedali ( specie per i bambini ), nelle case di cura per gli anziani e nei penitenziari, dove la rieducazione del detenuto è cosa primaria da conseguire per il suo bene e per quello della collettività.

Tutto questo al fine di tutelare i nostri amici a quattro zampe che svolgono per tutti noi oltre al ruolo di fedeli compagni di vita anche funzioni di collaborazione con gli uomini in caso di emergenze. Basti pensare ai cani da soccorso che hanno da sempre avuto un ruolo di primaria importanza nel coadiuvare le operazioni di ricerca in caso di calamità naturali. L’olfatto del cane, oltre alla propensione a cooperare, rappresentano un aiuto insostituibile nell’individuazione dei dispersi sia in superficie che sotto macerie o valanghe, senza parlare poi dei proverbiali cani “bagnino”, Terranova o Golden Retriver che siano, ancora troppo poco utilizzati nel nostro Paese, bagnato dal mare per i suoi tre lati e con la presenza di milioni di turisti da tutto il mondo……sarebbe un bell’atto di civiltà e di sicurezza per il bagnante se fosse assistito ANCHE da un bel “canone” sulla spiaggia : quindi favorire la formazione di coop.di assistenti che abbiano la presenza di cani addestrati per il salvataggio in mare ( è superfluo dire che questa PRESENZA incentiverebbe ancor di più il desiderio di adozione !)
Il mio impegno in Europa riguarderà quindi  gli animali la cui tutela non può più essere dettata esclusivamente da sentimenti di umanità e sensibilità, ma anche di civiltà e DEVE rappresentare un vero e proprio asset di sviluppo da potenziare, facendomi paladino e coinvolgendo trasversalmente qualsiasi altro schieramento che volesse puntare il dito sulle aberranti procedure presenti in altri Paese europei, penso alla Spagna, alla Romania, alla Serbia, alla Bosnia, alla Grecia ecc. dove la vita dei randagi catturati dura non più di due settimane e dove la soppressione di queste povere anime avviene con metodi ” sbrigativi ” (iniezioni, forni crematori con animali ancora vivi, scariche elettriche ed altro ).

Confido nel TUO coinvolgimento per il MIO impegno !

Grazie
Luciano Ciocchetti